Maurice è un altro camerunese ma, al contrario di Elvis, è molto timido! A Trento è arrivato l’anno scorso, dopo aver conseguito la maturità nel suo paese. Dedicando allo studio un grande impegno, apprezza molto le piccole dimensioni e la tranquillità della città, dove può concentrarsi sulle materie economiche.
Poiché l’Italia prevede dei requisiti d’ingresso piuttosto accessibili, Elivis l’ha scelta come luogo in cui affrontare il suo percorso universitario. In maniera chiara e concisa, ci elenca cosa sia necessario effettuare se si vuole permanere in Italia per motivi di studio:
1. versare una cauzione, che nel nostro paese è la più bassa d’Europa;
2. ottenere il visto. Annualmente vengono rilasciati circa 450 visti solo per gli studenti camerunesi;
3. dimostrare di possedere un livello linguistico, preferibilmente, pari al B2;
4. aver conseguito un buon voto all’esame di maturità.
Nella sua scelta, Maurice ha considerato anche il fatto di avere già due contatti in Italia: un cugino, che studia a Roma – Tor Vergata e un fratello, che vive a Trento. Oltre a questo, il ragazzo ha ricevuto un grande sostegno dalla mamma, che lo ha incoraggiato alla partenza, forte delle sue capacità intellettuali.
Maurice ci racconta della divisione linguistica che esiste in Camurun fra anglofoni (la minoranza) e francofoni, presenti nella quasi totalità delle regioni, di cui anche lui fa parte. Interessante è scoprire che uno dei suoi fratelli frequenta una scuola anglofona, mentre lui ha sempre seguito lezioni in francese. È possibile, infatti, iscrivere i propri figli nell’una o nell’altra scuola, indipendentemente dalla propria madrelingua. Oltre al francese, Maurice parla il dialetto della sua regione e un po’ d’inglese.
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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi_








