PENSIERI DA MAPUTO

Il nostro viaggio in Africa termina in Mozambico con l’incontro di Adelio, che è a Trento grazie ad una collaborazione tra IRST e amministrazione di Maputo, la sua città di provenienza. L’istituto trentino, infatti, ha vinto un concorso per lo sviluppo del progetto “Living Lab Maputo”, che si propone di informatizzare la rete amministrativa della capitale mozambicana. Nell’accordo era previsto anche l’invio di sei persone a Trento, che potessero proseguire i loro studi nell’ambito informatico. Adelio viene convocato dalla sua Università, tra gli studenti che potrebbero essere interessati allo scambio. Lui accetta volentieri e si iscrive al corso di laurea in Ingegneria e telecomunicazioni della Facoltà di Trento.

Vista notturna su Maputo. - Fonte: www.mozambiqueaccomodation.co.za

La sua partenza viene incoraggiata anche dalla famiglia, che rimane in Mozambico a festeggiare con gli amici, il conseguimento della sua precedente laurea in Ingegneria Elettronica! A Trento ottiene il riconoscimento di diversi esami sostenuti e, dopo tre settimane di peregrinazioni, trova un alloggio definitivo. Adelio incontra subito un doppio problema linguistico: non conosce infatti, né l’italiano, né l’inglese. Imparandoli scopre che, molte presunte ostilità di cui credeva essere oggetto da parte di altri studenti erano, invece, delle incomprensioni superabili. Si è accorto che, negli altri, spesso vediamo un riflesso del nostro stato d’animo: se siamo confusi, ci sembra che nessuno ci capisca.
Chiediamo cosa pensa di Trento e come si trova in questa città. “Molto bene!”, risponde. Ha conosciuto molti nuovi amici italiani ed africani. Poi conclude con un’altra breve, ma sottile riflessione: “Se non sai cosa stai cercando, il tuo spirito non sarà mai soddisfatto, nemmeno nella miglior città del mondo!” La serenità con cui lo afferma ci induce a pensare: “Non resta che crederci…”

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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

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