STRANEZZE ITALIANE

Esplorando le palazzine dello Studentato, incontriamo uno studente dell’Africa sub sahariana, che sceglie di rimanere nell’anonimato. Risiede in Italia ormai da molti anni, dove ha svolto studi universitari sociologici: i primi tre anni a Pisa e gli ultimi due di specializzazione a Trento. In passato si era documentato a fondo sul nostro paese, ciò nonostante è rimasto stupito da modi di vita completamente differenti rispetto ai suoi! Sperimentare la possibilità di avere a portata di mano molti beni di prima necessità, in supermercati ricchi di qualsiasi cosa, è stato per lui un riscontro davvero positivo! A questo si aggiunga la scoperta di un sistema sanitario accessibile a tutti.

La Torre di Pisa, un'altra particolarità tutta italiana...! - Fonte: www.rivierablu.it

Purtroppo, accanto a tante belle novità il nostro studente si è subito accorto dell’eccessivo individualismo e delle “apparenze” che caratterizzano la cultura dei paesi industrializzati. Un fenomeno tutto italiano che lo ha colpito, è stata la superstizione. “Incredibile!”, in uno stato che dovrebbe appartenere a quelli “avanzati”! Anche il dover pagare per ogni cosa era per lui una consuetudine sconosciuta. Ad esempio, quando si utilizza un campetto sportivo per fare una partita di calcio con gli amici. A queste ed altre “stranezze” è riuscito ad abituarsi nel corso della permanenza in Italia. Oggi vive allo Studentato, dove si trova molto bene, malgrado la struttura sia un po’ carente di spazi comuni effettivamente fruibili dal punto vista della socializzazione.
Prima di salutarci, accenna ai suoi rapporti con gli italiani e gli altri stranieri residenti in Italia. Lo studente afferma che, a prima vista, chi proviene dal Centro – Sud Italia appare più cordiale ed espansivo rispetto alla popolazione del Nord. “In realtà”, racconta, “in Trentino sono riuscito a stabilire legami molto leali e rapporti di sincera, reciproca fiducia”. Al contrario, è stato complesso spiegare ai suoi connazionali che molte delle difficoltà riscontrate nelle relazioni umane, sono date da modi di vita differenti e non dalla diffidenza nei confronti dello “straniero”. Il ragazzo sostiene che, con pazienza ed impegno, sia possibile comprendere ed accettare le diversità culturali, preservando la propria identità e rispettando quella altrui. Quindi, perché non provare?

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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

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