Itinerari Jazz. Al via la venticinquesima edizione
Approfondimento di Post-it: Sanbaradio intervista il presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai
10 Mar 2010 by sanbaradio
Sanbanews del martedì 9 marzo 2010
9 Mar 2010 by sanbaradio
Inchieste - La Riforma dell’Università
8 Mar 2010 by voci.jurka.net
Sembra divenuta ormai una tradizione, in Italia, quella di vedere discusse, e molte volte approvate, le riforme dei sistemi scolastico e universitario ogni volta che avviene un cambio di governo. Questo perché, indipendentemente dalle opinioni politiche, è certo che occorrano ammodernamenti e razionalizzazioni in grado di sfruttare in maniera più adeguata le risorse disponibili. Di contro, è altrettanto vero che i continui cambi di ordinamento non sembrano giovare ad un sistema che appena trova un equilibrio, anche precario, è costretto subito a rimettersi in discussione.
Ad ogni modo, l’attuale ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini sta lavorando da ormai più di un anno a una riforma universitaria che è stata approvata il 28 ottobre 2009 dal consiglio dei ministri e che ora dovrà passare al vaglio del Parlamento per essere discussa e votata. Va ricordato che, nel gennaio del 2009, l’aula di Montecitorio aveva già trasformato in legge un decreto del ministro volto a: distribuire i finanziamenti agli atenei in base a criteri meritocratici; riformare le commissioni dei concorsi, ora sorteggiati; favorire le assunzioni di ricercatori spostando il blocco del turn over dal 20 al 50%.
Ma cosa cambierà in caso di approvazione della cosiddetta “riforma Gelmini”? Di seguito cercheremo di illustrare brevemente i punti salienti:
-Un rettore, d’ora in poi, potrà rimanere in carica per un massimo di otto anni indipendentemente dal numero di mandati, la cui durata è decisa autonomamente dai vari atenei, con valenza retroattiva.
-Sarà presente un codice etico per evitare conflitti di interesse, anche legati a parentele, al fine di garantire la trasparenza nelle assunzioni.
-Verrà accentuata la distinzione fra i ruoli del Senato accademico e del CDA. Il primo dovrà avanzare proposte di carattere scientifico mentre il secondo dovrà assumersi chiaramente la responsabilità di spese e assunzioni. Al posto del direttore amministrativo verrà introdotta la figura di un “manager di ateneo” e il nucleo di valutazioni vanterà una presenza di esterni più cospicua.
Gli studenti dovranno valutare il lavoro dei docenti e questo inciderà nella distribuzione dei fondi. I professori, di contro, dovranno certificare la loro presenza a lezione. Verrà fissato in 1.500 ore annue l’impegno dei professori a tempo pieno con almeno 350 di esse destinate alla docenza e ai servizi per gli studenti.
-Verranno poi unite o federate le università vicine e i settori disciplinari saranno ridotti dagli attuali 370 alla metà. Dodici è il numero massimo di facoltà per ateneo.
-I docenti dovranno conseguire l’abilitazione nazionale che verrà attribuita da una commissione nazionale, con la presenza anche di membri stranieri, sulla base di parametri qualitativi. Procedure pubbliche, bandite dalle singole università, attribuiranno di seguito i posti.
Per i ricercatori saranno previsti contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3) ma una volta giunti al termine, se il ricercatore sarà stato valutato positivamente dall’ateneo, potrà essere confermato a tempo indeterminato come associato. L’età per entrare in ruolo sarà abbassata da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1.300 a 2.100 euro. Verrà poi aumentato l’importo degli assegni di ricerca e abolite le borse post-dottorali.
-La contabilità economico-patrimoniale verrà resa uniforme attraverso criteri nazionali volti a garantire la trasparenza dei bilanci. Per gli atenei con gravi problemi economici è previsto il commissariamento.
-Verrà istituito un fondo nazionale per il merito con l’obiettivo di erogare borse di studio e di incentivare i prestiti d’onore a tasso bassissimo.
Tutte queste proposte saranno discusse in Parlamento e potranno andare incontro a modifiche, ma i punti sino a qui elencati risultano validi per ragionare sulle linee guida della riforma. Dopo averle illustrate, daremo spazio alle opinioni delle parti in causa e continueremo a tenervi informati sugli sviluppi. Seguiteci e diteci cosa ne pensate su Jurka.net e su Sanbaradio.
Ponte Radio -Fuoriorario e Pala Ya Muana
4 Mar 2010 by sanbaradio
Sanbanews sport - 3 marzo 2010
3 Mar 2010 by sanbaradio
Intervista di Ernesto Benfari
Compagnia Käfig: Agwa
3 Mar 2010 by sanbaradio
Sanbanews del martedi- 2 marzo 2010
2 Mar 2010 by sanbaradio
Perchè tutto era cominciato per colpa di un ebreo…
26 Feb 2010 by valentina
Quando apprese la notizia della deportazione della sua famiglia [...] dovette chiedersi “perchè, Adonai?” [...] Dopo dieci giorni, il 7 novembre (1938) [...] Si procurò un’arma. Doveva uccidere. Doveva sfogare la sua disperazione. Attraversò Parigi all’alva e si sistemò davanti all’edificio che ospitava la delegazione tedesca.
[...] Tirò fuori la pistola. La mano non tremava. Sparò. L’uomo crollò a terra, colpito in pieno petto. Si chiamava Erns von Rath. Ricopriva l’incarico di terzo segretario. Ma Herschel lo seppe solo dopo, una volta arrestato e ammanettato.
Alla notizia dell’accaduto, la risata di Goebbles risuonò fino alla porta di Brandeburgo. Ora aveva un pretesto: finalmente avrebbe potuto condurre un’operazione in grande stile contro quei giudei che appestavano l’atmosfera ariana. Così cominciò la Notte dei cristalli.
Tratto dal libro di Gilbert Sinouè “Una nave per l’inferno”
la notte dei cristalli - 09 novembre 1938
26 Feb 2010 by valentina
[...] avevano rotto un bicchiere, come richiede la tradizione, in ricordo della distruzione del Tempio. Ora le vetrine infrante erano il segno che un nuovo esilio stava per cominciare.
tratto dal libro “Una nave per l’inferno” di Gilbert Sinouè
Sanbanews del martedi- 23 febbraio 2010
23 Feb 2010 by sanbaradio
Domani nella Facoltà di Economia si terrà l'incontro "L'Italia nella crisi mondiale" alle 15.30. Altre conferenze presso la Facoltà di Sienze Cognitive a Rovereto . Inoltre appuntamenti nei prissimi giorni a Trento, scadenze bandi... e altro su Sanbanews
Flash back…Rassegna stampa, 8 febbraio
23 Feb 2010 by susannacaldonazzi
Dopo quattro giorni, eccoci giunti al termine, se così si può chiamare, di questa esperienza a Cracovia.
Non usiamo la parola “termine” con sicurezza, poiché di un finale vero e proprio speriamo non dover parlare.
Per molti di noi ragazzi infatti, sarebbe decisamente più indicato fare di questo percorso un buon inizio, per meglio porsi nei confronti della vita e delle responsabilità ad essa correlate, in un futuro prossimo.
Auschwitz, Birkenau, nonostante ormai dormienti, sono testimoni di tanti altri terribili luoghi di vergogna che esistono e purtroppo operano tutt’ora, per i quali spesso non si odono grida d’opposizione. Grida soffocate dall’indifferenza che abbiamo chiamato Zona Grigia.
Proprio su questo tema ruota quest’ultima giornata di riflessione e confronto, che ci ha riuniti tutti insieme in assemblea, sintesi del lavoro svolto fin ora.
Molte voci si sono consultate ed espresse riguardo ciò che significhi esattamente questo termine, da dove avesse origine, ma soprattutto, come trovare il metodo di uscirne.
Questa zona, interstizio tra opposti poli, è quella in cui per paura o interesse spesso ci si rifugia.
Fingendo di non vedere si è nel grigio.
Stringendosi nelle spalle si è nel grigio.
Restando immobili si è nel grigio e questa tonalità dilagante è il ruscello nel quale sguazzano persone che sanno cavalcare le onde, che godono dell’omertà silenziosa del qualunquismo, che fondano il loro personale culto sui capi piegati degli ignavi discepoli.
E quindi che fare per uscire da questo mare?
Sembra che la parola più consona sia rischiare, dimenticarsi della pavidità, osare, provare a forzare gli enormi ingranaggi intoppati della società, anche correndo il rischio di rimanere sconfitti, schiacciati dal movimento inverso.
Uniti, decisi e consapevoli che qualcosa si può ancora fare.
Perché forse non è noto a tutti, ma il grigio, per sua proprietà tende a cambiare sfumatura se posto vicino a un altro colore e di conseguenza, saremo noi a dipingerci di mille pigmenti, finche anche l’ultimo grigio muti in una nuova tonalità meno vaga.
Spesso il mondo adulto sostiene che noi ragazzi sognamo troppo e siamo vittime di utopie irrealizzabili.
Ma piuttosto che la pacata disillusione di chi, per eccessiva maturità o comodità, ha persino rinunciato a guardarsi attorno con un pizzico di fantasia e intraprendenza, meglio avere un sogno stupendo, anche con il triste presagio di una disillusa alba che potrà coglierci sul cammino.
Sperando in un mondo migliore.
Luca e Martina
Trentino 8 febbraio